Chi siamo

Anni di storia

FORTEZZA BRUNO

"I Protettori dell'Universo"

Accogliente ed elegante, è il luogo ideale dove trascorrere una sana e rilassante vacanza a contatto con la storia e la natura.
In primavera ed estate con mare e campagna, in autunno e in inverno con la raccolta delle olive e dei carciofi, gli ospiti possono vivere ogni stagione immersi nel verde e in assoluto relax, a contatto con la natura e degustando i prodotti del territorio. Un’alternanza di sapori, emozioni, colori e sensazioni che, alternati ai momenti enogastronomici organizzati su richiesta all’interno della struttura, proiettano l’ospite a contatto con la realtà rurale iblea. La dimora è la meta ideale per coloro che amano la storia e la natura, per chi vuole ritrovare se stesso lontano dagli stress della quotidianità.
Situata nel cuore della campagna iblea, terra romantica e selvaggia, in posizione collinare, panoramica e a bassissima antropizzazione è la base ideale per scoprire il territorio della Val di Noto e non solo. A ricevere gli ospiti, con la nobile eleganza che la contraddistingue, c’è la Baronessa Corrada Bruno Palmisano, proprietaria della Fortezza.

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Baronessa Corrada Maria Giovanna Elena Gaetana Bruno Palmisano

 

La storia


Le testimonianze sulla Fortezza giunte ai nostri giorni rievocano alla memoria antiche e cruente battaglie che si svolsero nelle campagne circostanti.
Sotto la dominazione bizantina, durante il lungo regno di Costantino V (741-775), in Sicilia, per ordine della Basilissa Irena di Costantinopoli, fu realizzato un preciso ed organico programma di incastellamento, testimoniato in maniera puntuale dallo storico arabo Ibn al-Athîr, per arginare le sempre più pressanti incursioni piratesche degli Arabi culminate nella grande invasione di conquista dell’827.
Gli incastellamenti vennero realizzati lungo il territorio antistante il mare, con una distanza tra loro variabile dai 3 ai 7 Km, in maniera tale che, attraverso l’utilizzo dei fani e dei segnali di fumo, era possibile far arrivare alla reggia di Palermo informazioni sui movimenti delle navi saracene presenti nel mare antistante le coste.
Non tutte le alture dell’Isola ebbero una rocca, tuttavia le fonti non ammettono dubbi sull’entità dell’intervento e vi distinguono chiaramente fortificazioni di differente tipologia che ebbero una importante funzione strategica e difensiva.
Tra queste c’è l’attuale Fortezza Bruno, di cui gli arabi si impossessarono una volta conquistata la Sicilia.


La posizione geografica



La Fortezza sorge in Val di Noto, a Ispica, l’antica Spaccaforno, in Contrada Miucia, che nella lingua araba significa “punto d’incontro”, crocevia dei commerci che si sviluppavano dall’interno dell’isola verso il mare ed in particolare verso il vicino porto di Pozzallo, già conosciuto dagli Arabi tanto da essere citato dal geografo Al Idrisi.
L'architettura araba è evidente nelle costruzioni aggiunte alla Fortezza le cui misure sono tutte multiple e sottomultiple di 12 metri, nella dislocazione del giardino arabo distante qualche decina di metri dalla Fortezza, nella divisione dei suoi spazi in origine intercalati anche da fontane e percorsi d'acqua tipici.
La storia e le trasformazioni della Fortezza non si concludono con gli arabi ma proseguono con i Normanni. Quando questi ultimi cacciarono gli arabi, il brigantaggio si diffuse a macchia d’olio sul territorio e, per contrastare questo fenomeno, quasi certamente, per qualche secolo, la Fortezza fu fortilizio militare. Successivamente divenne luogo di culto, come si evince dall'antichissima formella intitolata ai “Protettori dell’Universo” e dall’antica chiesetta presente nel complesso storico.
Oggi la Fortezza Bruno rappresenta una testimonianza unica all’interno del panorama culturale, paesaggistico e storico-architettonico dell’area Iblea.

Formella intitolata ai “Protettori dell’Universo”

presente sul prospetto della Fortezza Bruno

Lo stemma della Famiglia Bruno


Si tratta di uno stemma di alleanza, sulla sinistra le due teste di donna e la relativa barra richiamano lo stemma medievale che era rappresentato da un campo azzurro attraversato da una banda d'oro, sulla destra il leone rivoltato, rarissimo nella araldica europea, rappresenta il simbolo della forza e del comando, la coronatura sopra il capo del leone non fa altro che rafforzare la posizione di privilegio e di status della Famiglia. Lo scaccato, anch’esso abbastanza raro, proviene dall'alleanza matrimoniale con la Famiglia Pepoli, la stessa che ebbe, nell'alto medioevo, nelle mani le sorti della Città di Bologna.
La corona è Principesca e Marchesale, a cinque punte, mentre il manto principesco di ermellino conferma la dignità ed il rango di questa nobile Famiglia venuta in Sicilia da Firenze, città da cui fu cacciata in quanto ghibellina, al seguito di Manfredi figlio di Federico II.
Per quanto attiene alle raffigurazioni che ornano la parte esterna dell'arma, il castello, i tamburi e gli archibugi servono a sottolineare l’appartenenza della Famiglia Bruno a quella che viene definita "Nobiltà di Sacrificio" ovvero quella parte dell'aristocrazia europea che ha conquistato la propria posizione combattendo, armando eserciti e guidando essa stessa le truppe all'attacco del nemico, spesso sacrificando la propria vita per il bene del regno e del proprio Re.
Nel 2017 è stato affidato il restyling dello stemma della famiglia Bruno alla giovane artista, originaria di Catania, Erika De Luca. Diplomata al Liceo Artistico Lazzaro di Catania, la quale sta proseguendo gli studi per specializzarsi in Digital e Concept art alla Nautilus Accademy.
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